Oggi il nostro viaggio on the road ci porta a Milano, alla Fondazione Prada che all’interno della sua sede permanente a Milano propone una serie di progetti in continua evoluzione, mediante i quali si vogliono mostrare nuove è differenti modalità di approfondire e di imparare.
Il complesso, costruito nel 1910 per ospitare una distilleria, è stato negli anni oggetto di una riconfigurazione architettonica che l’ha reso un campus di spazi post-industriali e nuovi in cui a spazi intimi e chiusi, si alternano aree aperte e comuni.

La struttura è davvero delle più suggestive e si resta incantati nel passare da uno spazio all’altro, dove a seconda del programma in calendario, è possibile ammirare ed essere catapultati in epoche, realtà e culture differenti espresse mediante progetti e diverse forme d’arte.

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La Haunted House, per esempio, è uno degli edifici della vecchia distilleria degli anni 10, alla quale, senza modificare i volumi e la struttura originale, è stato aggiunto al suo esterno uno strato di foglia d’oro. Ai piani superiori sono esposte le opere di Gober, i cui temi sono sessualità, la natura, la religione, la politica e le relazioni umane.

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Sviluppata sui due piani del Podium, invece, è ospitata in questo periodo la mostra “Serial Classic. Moltiplicare l’arte tra Grecia e Roma”, a cura di Salvatore Settis e Anna Anguissola.

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Lo spazio multifunzionale e flessibile del Cinema ospita Roman Polanski con “My Inspiration”, il documentario intervista realizzato nel 2015 da Laurent Bouzereau e presentato per la prima volta in questa occasione.

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Nella galleria Sud della Fondazione è presentata “An introduction”: un percorso a metà tra istituzionale e personale sul modo di collezionare e di ricercare che nasce da un dialogo tra Miuccia Prada e Germano Celant, che intreccia studio e passione per l’arte, mettendo a confronto l’interesse le problematiche estetiche e politiche degli artisti con la conoscenza e la pratica delle culture sperimentali e storiche.

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Nella galleria Nord, invece, a cura di Nicholas Cullinanè presentata “In Part”, la mostra che prende spunto da una fotografia di Robert Rauschenberg scattata all’amico e artista Cy Twombly, accanto alla mano della statua colossale di Costantino nella basilica di Massenzio a Roma nel 1952.

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Suggestivo è anche “Trittico”, una strategia espositiva del Thought Council (Shumon Basar, Nicholas Cullinar, Cédric Libert), ospitato negli spazi della Cisterna, un edificio preesistente costituito da tre strutture verticali adiacenti in cui erano un tempo presenti serbatoi per gli antichi distillai. Lo spazio ospiterà tre lavori della Collezione Prada.

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Molto particolare è l’Accadema dei Bambini: il primo progetto della Fondazione Prada destinato all’infanzia, la cui ideazione è stata sviluppata dalla neuropediatra Giannetta Ottilia Latis. Si tratta di un luogo dove poter svolgere attività multidisciplinari non strettamente collegate alle mostra d’arte il cui allestimento architettonico è stato affidato a giovani studenti per dar vita ad uno spazio che assume di volta in volta forme e aspetti diversi a seconda dei programmi.

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Infine, dopo un tour immersi in diverse forme e tipologie di arte e di culture, è la volta di un momento di ristoro presso il Bar Luce, il suggestivo bar progettato dal regista Wes Anderson che ricrea l’atmosfera di un tipico caffè della vecchia Milano. Il bar è stato pensato da Anderson per essere vissuto, infatti ha molti posti a sedere comodi dove poter conversare, mangiare e bere e gli arredi ricordano molto la cultura popolare e l’estetica dell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta.