Con il termine Generazione Y, (conosciuta anche come Millennial Generation, o Net Generation) si definisce la generazione del nuovo millennio. Gli appartenenti ad essa, chiamati Millennials o Echo Boomers, sono coloro che sono nati tra i primi anni ’80 e i primi anni 2000 nel mondo occidentale. Questa generazione presenta forti aumenti di natalità simili all’aumento delle nascite degli anni ’50 e ’60, i cosiddetti generazione dei baby boomer. Il nome Echo Boomers riguarda le dimensioni della generazione e la sua relazione con la generazione baby boomers. Tuttavia l’impatto relativo del baby boom echo fu generalmente meno significativo rispetto al boom iniziale.

Questa generazione è caratterizzata da un maggiore utilizzo e una maggiore familiarità con la comunicazione, i media e le tecnologie digitali. In molte parti del mondo, l’infanzia della generazione Y è stata segnata da un approccio educativo tecnologico e neo-liberale, derivato dalle profonde trasformazioni degli anni sessanta. (Fonte Wiki)

Il termine Generazione Y apparve per la prima volta nell’agosto del 1993, in un editoriale sulla rivista Ad Age, che descriveva i teenager del momento, definendoli come separati dalla Generazione X.

Chi è nato tra il 1980 e il 2000 rientra nella Generazione Y, essi sono stati plasmati dalle nuove tecnologie e vivere connessi anche 24 h su 24 fa parte del loro DNA: hanno di sovente avuto un infanzia più agevolata rispetto ai loro genitori e sono a volte descritti come narcisisti, pigri e inclini a cambiare lavoro con facilità .

Molte aziende si stanno ponendo il problema di come rapportarsi ai giovani impiegati, per offrire loro contratti che li trattengano e li leghino all’azienda o all’istituzione. Recenti studi rivelano infatti che i Millennials hanno un atteggiamento complesso nei confronti del lavoro. Il posto fisso resta sempre un sogno condiviso (definito “millennial dream”), soprattutto perché permette l’accesso a tutta una serie di servizi e opportunità che altrimenti resterebbero precluse: contrarre un mutuo, affittare un appartamento o addirittura un contratto per un cellulare nuovo. Il desiderio di stabilità si combina però al desiderio di fare carriera e alla ricerca di un lavoro stimolante, che li valorizzi e grazie al quale possano distinguersi. Questo desiderio è tale che i lavoratori più giovani sono disposti a cambiare spesso lavoro se questo non soddisfa le loro aspettative. Molti ricercano apertamente carriere internazionali, caratterizzate da un’alta mobilità, prestigio e alte remunerazioni. La giusta remunerazione per il lavoro svolto è considerata un aspetto essenziale della carriera lavorativa: i millennials contano molto sulle loro capacità e si aspettano che il loro impegno venga premiato e riconosciuto.
La generazione Y dovrà smettere di guardare al passato per cercare di trovare soluzioni nuove alle sfide che il futuro le mette davanti ed interrogarsi sulla possibilità di cominciare a ripensare quelli che si credevano essere punti fissi, a fronte del rischio di essere davvero una lost generation. (Fonte Huffingtonpost)